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  • My dream vacation: the Maldives!

    My dream vacation: the Maldives!

    Oggi voglio parlarvi di un viaggio che mi è rimasto nel cuore più di qualsiasi altro. Vuoi perché amo i paradisi tropicali, il mare e i suoi colori ma la vacanza alle Maldive è stata un sogno. Io e il mio fidanzato abbiamo alloggiato presso il Nika Island Resort & Spa, nell’ Atollo di Ari Nord. Un vero paradiso nell’oceano Indiano. I colori sott’acqua indescrivibili, mille sfumature e pesci coloratissimi che giravano intorno a noi.

    Today I want to tell you about a trip that has remained in my heart more than any other. Maybe that’s because I love tropical paradises, the sea and its colors, the vacation in the Maldives was a dream. My fiancé and I stayed at the Nika Island Resort & Spa, in the North Ari Atoll. An oasis in the Indian Ocean. The colors underwater indescribable, a thousand shades and colorful fish swimming around us.

    Nika Island Resort & Spa

    Ciò che abbiamo amato di più sono state le escursioni: dal pomeriggio di snorkeling per ammirare la barriera corallina, alle uscite più emozionanti per avvistare il “gigante dell’oceano”, Manta Ray, e le tartarughe marine. Indossare la maschera e gettarsi nell’oceano per vedere da vicino queste creature meravigliose è una sensazione unica.

    What we loved most were the excursions: from the afternoon snorkeling to admire the coral reef, to the more exciting outings to spot the “giant of the ocean,” namely the Manta Ray, and sea turtles. Wearing a mask and jumping into the ocean to see these wonderful creatures up close is a unique feeling.

    Manta Rey

    Senza dimenticare l’uscita per esplorare la “desert island”, un’isola deserta in cui c’eravamo letteralmente solo noi, esperienza da non perdere. “Ultima ma non ultima” l’escursione alla sandbank, una striscia di sabbia in mezzo all’oceano. Sensazione magnifica! Non posso che definirla la vacanza più emozionante di sempre e provare nostalgia ogni volta che ne parlo. Mi piacerebbe leggere nei commenti una vostra esperienza: qual è stata la vostra “vacanza dei sogni”?

    Not forgetting the outing to explore the “desert island” where there was literally only us, an experience not to be missed. “Last but not least” the excursion to the sandbank, a strip of sand in the middle of the ocean. Wonderful feeling! I can only say it was the most exciting vacation ever and feel nostalgia every time I talk about it. I would love to read about your experience in the comments: what was your “dream vacation”?

  • Minorca: la isla bonita!

    Minorca: la isla bonita!

    Io e il mio fidanzato abbiamo trascorso una vacanza indimenticabile a Minorca. L’isola tranquilla delle Baleari. Quella dai ritmi lenti e rilassanti. Un’oasi verde fatta di acqua cristallina, calette e spiagge mozzafiato. E, credetemi, ci ho lasciato il cuore. L’isola offre un meraviglioso sentiero, il Camí de Cavalls, che si snoda per 185 km lungo il suo perimetro, “diviso” in venti tappe (Maó, Es Grau, Favàritx, Arenal d’en Castell, Cala Tirant, Binimel·là, Els Alocs, Algaiarens, Cala Morell, Punta Nati, Cittadella, Punta d’Artrutx, Cala en Turqueta, Cala Galdana, Sant Tomàs, Son Bou, Cala en Porter, Binisafúller, Punta Prima e Cala de Sant Esteve). Il nostro tour dell’isola di Minorca è iniziato da Maó, o Mahon, la capitale. Meritevole anche solo per concedersi delle piacevoli passeggiate la sera lungo il suo porto.

    My fiancé and I spent an unforgettable vacation in Menorca. The quiet island of the Balearic Islands. The one with slow and relaxing rhythms. A green oasis made of crystal clear water, coves and breathtaking beaches. And, believe me, I left my heart there. The island offers a wonderful trail, the Camí de Cavalls, which runs 185 km along its perimeter, “divided” into twenty stages. Our tour of the island of Menorca began in Maó, or Mahon, the capital. Definitely worth a stop to enjoy a nice walk in the evening along its harbor.

    Da lì ci siamo dedicati all’esplorazione del Parco Naturale S’Albufera des Grau. Si tratta di un’area molto vasta nella parte nord-orientale di Minorca, che costituisce un esempio straordinario di biodiversità. Un luogo unico di cui ci siamo letteralmente innamorati. Qui si trovano le splendide spiagge, partendo da nord, di Cala Presili e Platja d’en Tortuga. Mentre nella parte sud si trova la famosa Platja Es Grau. Infine, ci siamo goduti anche una graziosa spiaggetta da soli, complice la difficoltà nel raggiungerla a piedi: Cala En Vidrier. Sempre all’interno del Parco Naturale S’Albufera des Grau, tornando nella zona nord, si trova il suggestivo Faro di Favàritx. È senza dubbio uno dei fari più affascinanti che abbia mai visto, il paesaggio intorno ci ha lasciati senza fiato. L’ideale per gli appassionati di fotografia.

    From there we went on to explore the S’Albufera des Grau Natural Park. This is a very large area in the northeastern part of Menorca that is an extraordinary example of biodiversity. A unique place that we literally fell in love with. Here are the beautiful beaches, starting from the north, of Cala Presili and Platja d’en Tortuga. While in the southern part is the famous Platja Es Grau. Lastly, we also enjoyed a pretty little beach on our own, complicit with the difficulty in reaching it on foot: Cala En Vidrier. Also within the S’Albufera des Grau Natural Park, returning to the northern area, is the striking Favàritx Lighthouse. It is undoubtedly one of the most fascinating lighthouses I have ever seen; the landscape around it left us breathless. Ideal for photography enthusiasts.

    Favàritx Lighthouse

    Favàritx Lighthouse

    Tornando alle spiagge, proseguendo lungo la zona nord di Minorca, c’è l’imbarazzo della scelta: da Arenal Son Saura a Cala Pudent, da Cala Tirant a Cala Viola de Ponent fino a Platja de Cavalleria. Si arriva poi in una delle più belle dell’isola: Cala Pregonda, con i suoi inconfondibili panorami e l’acqua cristallina. Descrivendo il nord di Minorca non posso non citare Cala Pilar, spiaggia dai tipici colori talmente caldi da arrivare a un inconfondibile rosso mattone. Indubbiamente una delle più caratteristiche dell’isola. Per concludere, troviamo Platja Des Bot e Cala Algaierens. E da quest’ultima, con solo un quarto d’ora di macchina, si raggiunge uno dei miei punti panoramici preferiti dell’isola: il Mirador Cala Morell

    Back to the beaches, continuing along the northern part of Menorca, you are spoiled for choice: from Arenal Son Saura to Cala Pudent, from Cala Tirant to Cala Viola de Ponent to Platja de Cavalleria. Then you arrive at one of the island’s most beautiful: Cala Pregonda, with its unmistakable views and crystal clear water. Describing the north of Menorca, I cannot fail to mention Cala Pilar, a beach with typical colors so warm as to reach an unmistakable brick red. Definitely one of the most characteristic on the island. To conclude, we find Platja Des Bot and Cala Algaierens. And from the latter, with only a quarter of an hour’s drive, we reach one of my favorite viewpoints on the island: the Mirador Cala Morell

    Per le zone del nord-ovest dell’isola abbiamo soggiornato a Ciutadella. È stato anche un modo per coniugare al meglio il binomio che preferisco: cultura e natura . Perché questa città storica, con i suoi edifici e le sue viuzze, merita indubbiamente una visita. Qui è possibile ammirare la Cattedrale di Minorca, straordinario esempio di stile gotico catalano. Abbiamo non a caso optato per l’Hotel Artemisia, che si trova a due passi dalla Catedral de Santa María de Ciudadela.

    For the northwest areas of the island, we stayed in Ciutadella. It was also a way to best combine my favorite combination: culture and nature. Because this historic town, with its buildings and narrow streets, is undoubtedly worth a visit. Here you can admire the Cathedral of Menorca, an extraordinary example of Catalan Gothic style. We not surprisingly opted for the Hotel Artemisia, which is just a stone’s throw from the Catedral de Santa María de Ciudadela. 

    Ed è proprio vicino al centro della città che si trova una delle più belle calette di Minorca: Cala en Brut. L’acqua è a dir poco splendida. Ci tengo a precisare che non c’è spiaggia, ma sono presenti unicamente delle scalette per entrare in acqua. Vista la mia passione per la fotografia, mi sono recata in questo luogo all’alba per trovare la luce giusta: un vero paradiso. In ogni caso, a meno che non intendiate arrivare alle 6 di mattina, sappiate che è un luogo preso d’assalto dove concedersi giusto un tuffo.

    And it is right near the center of town that you will find one of the most beautiful coves in Menorca: Cala en Brut. The water is gorgeous. I would like to point out that there is no beach; there are only ladders to enter the water. Given my passion for photography, I went to this place at dawn to find the right light: a true paradise. In any case, unless you plan to arrive at 6 a.m., know that it is a place taken by storm where you can indulge in just a dip.

    Cala en Brut

    Le sorprese soggiornando a Ciutadella non sono finite, perché a soli dieci minuti di auto dal centro si trova un luogo consigliassimo per i fotoamatori: Pont d’en Gil, dove immortalare l’imponente arco roccioso sul mare alle prime luci dell’alba o al tramonto. 

    The surprises while staying in Ciutadella are not over, because just a ten-minute drive from the center is a highly recommended spot for amateur photographers: Pont d’en Gil, where you can capture the imposing rock arch over the sea at first light or at sunset.  

    Dopo aver percorso buona parte dell’isola in lungo e in largo ci rechiamo a sud, disseminato di calette paradisiache. Cominciamo dalle splendide Cala en Turqueta e Platja des Talaier  alle quali dedichiamo un’intera giornata. Il mattino seguente, ci svegliamo presto per raggiungere Platja de Cala Galdana, famosa spiaggia della zona molto ben servita, lasciare l’auto e incamminarci lungo il sentiero  del Camí de Cavalls per raggiungere le splendide Cala Macarella e Cala Macarelleta.  Altre bellissime cale della zona sono Cala Mitjaneta, Cala Mitjana, Cala de Trebalúger e Cala Escorxada. Come avrete capito, chi come noi ama le calette e la sensazione di trovarsi immersi nella natura ha l’imbarazzo della scelta. 

    After traveling most of the length and breadth of the island, we head south, dotted with paradisiacal coves. We start with the splendid Cala en Turqueta and Platja des Talaier to which we spend an entire day. The next morning, we wake up early to reach Platja de Cala Galdana, a famous beach in the area that is very well served, leave the car and walk along the Camí de Cavalls path to reach the beautiful Cala Macarella and Cala Macarelleta.  Other beautiful coves in the area are Cala Mitjaneta, Cala Mitjana, Cala de Trebalúger and Cala Escorxada. As you may have guessed, those who like us love coves and the feeling of being immersed in nature are spoiled for choice. 

    Cala Macarelleta

    Dedichiamo gli ultimi giorni alle spiagge del sud: da Platja Binigaus a Platja de Son Bou, passando per Platja de Sant Tomàs. Sia Platja de Sant Tomàs che Platja de Son Bou sono molto ben servite e ideali per le famiglie. E a noi non dispiace rilassarci un po’ sulla spiaggia dopo il nostro “tour de force”.

    We spend the last few days on the southern beaches: from Platja Binigaus to Platja de Son Bou, via Platja de Sant Tomàs. Both Platja de Sant Tomàs and Platja de Son Bou are very well served and ideal for families. And we don’t mind relaxing a bit on the beach after our “tour de force.”

    Ho un ricordo meraviglioso di questa vacanza. Minorca mi ha totalmente conquistata. Una vegetazione così rigogliosa e le sfumature del blu del mare difficili da dimenticare. A presto Minorca, credo proprio che ci rivedremo!

    I have a wonderful memory of this vacation. Menorca totally won me over. Such lush vegetation and the shades of blue of the sea hard to forget. See you soon Menorca, I really think we will see each other again!

  • Calabria da fotografare

    Calabria da fotografare

    Cosa fotografare in Calabria

    Castelli affacciati sul mare e la maestosità di ben tre parchi nazionali che si estendono lungo la regione, rendono la Calabria ideale per gli appassionati di fotografia paesaggistica e naturalistica. Ecco i luoghi da fotografare assolutamente in questa splendida regione:

    Castles overlooking the sea and the majesty of no less than three national parks stretching along the region make Calabria ideal for landscape and nature photography enthusiasts. Here are the places you absolutely must photograph in this beautiful region:

    1. I castelli sul mare / The castles by the sea
      • Castello Aragonese a Le Castella
      • Castello Federiciano di Roseto Capo Spulico
    1. I borghi / The villages:
      • Aieta
      • Altomonte
      • Bova
      • Caccuri
      • Chianalea (Scilla)
      • Fiumefreddo Bruzio
      • Gerace
      • Morano Calabro
      • Oriolo
      • Pentedattilo
      • Rocca Imperiale
      • Santa Severina
      • Stilo
      • Tropea
    1. Reggio Calabria

    La meravigliosa combinazione tra mare e architettura lo si vede passeggiando per il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. In particolare, colpisce l’Arena dello Stretto; meraviglioso teatro di costruzione moderna che si ispira alla tradizione magnogreca del teatro arena.

    And the wonderful combination of sea and architecture can be seen when walking along the Falcomatà waterfront in Reggio Calabria. Particularly striking is the Arena dello Stretto; wonderful theater of modern construction inspired by the Magna Graecia tradition of the arena theater.

    1. Spiaggia dell’Arcomagno

    E Con centinaia e centinaia di chilometri di costa sono numerose le grotte e le spiagge da fotografare. Tra le più iconiche troviamo la Spiaggia dell’Arcomagno nel comune di San Nicola Arcella: la luce che passa sotto il grande arco di roccia regala uno scenario incredibile.

    And With hundreds and hundreds of kilometers of coastline there are numerous caves and beaches to photograph. Among the most iconic we find the Arcomagno Beach in the municipality of San Nicola Arcella: the light passing under the great arch of rock gives an incredible scenery.

    1. Parchi Nazionali / National parks:
      • Parco Nazionale del Pollino
      • Parco dell’Aspromonte
      • Parco della Sila

    Infine, per gli amanti della natura incontaminata ci sono i parchi Nazionali: il Parco Nazionale del Pollino, che divide con la Basilicata,  il Parco dell’Aspromonte e il Parco della Sila, interamente racchiusi nei confini calabresi. Si tratta di esempi eccezionale di varietà arboree, floreali e faunistiche.

    Finally, for lovers of unspoiled nature there are the National Parks: the Pollino National Park, which it shares with Basilicata, the Aspromonte National Park, and the Sila National Park, entirely enclosed within the Calabrian borders. These are outstanding examples of tree, flower and wildlife diversity.

  • Santorini: “Welcome to paradise!”

    Santorini: “Welcome to paradise!”

    Eravamo alla ricerca di un viaggio romantico, uno di quelli che ti resta per sempre nel cuore. La scelta è ricaduta sulla splendida Santorini.

    Non vi nascondo che le aspettative erano alte: avevamo visto centinaia di foto dell’isola. Tutte rappresentazioni patinate. L’impressione era di un luogo da cartolina: il blu del mare che abbraccia le casette bianche e le strutture affacciate su panorami mozzafiato.

    Abbiamo optato per un favoloso hotel con vista Caldera: l’Aeifos Boutique Hotel a Imerovigli. Dall’aeroporto alla struttura mi sono soffermata sul paesaggio: lontano dall’immaginario di isola da cartolina ma comunque splendido. A tratti incontaminato e selvaggio.

    Arrivata all’hotel, lo staff ci accoglie esclamando con gioia “welcome to paradise!”. Nulla di più vero. Ci accompagnano in camera: lo spazio è ampio e tutto è estremamente curato. La terrazza con vista ha la vasca idromassaggio e il panorama della Caldera è a dir poco unico. Ci sentiamo catapultati in un sogno.

    La voglia di esplorare l’isola è tanta. Decidiamo di prendere un quad a noleggio e ci avventuriamo senza meta. La sensazione è da brividi: i paesaggi che ammiriamo, il sole e il vento sul viso ci fanno provare un meraviglioso senso di avventura e libertà. Torniamo in hotel a tarda sera, e troviamo dei cioccolatini portati dallo staff; cosa che scopriremo avranno la premura di fare ogni giorno. Apriamo una bottiglia di un buon vino locale e ci immergiamo nella vasca idromassaggio. L’atmosfera è da favola.

    I giorni seguenti ci abituiamo a questa “routine da sogno”: esplorare l’isola, godersi tramonti indimenticabili, il relax in hotel e i ristoranti con vista.

    Come dimenticare il piacere di gustare del buon cibo, sorseggiando del vino di fronte a panorami mozzafiato? Due locali in particolare mi hanno letteralmente conquistata: “Fly Away Creative Restaurant & Bar” e “Santoro“. Entrambi i ristoranti, situati a Imerovigli, regalano uno scenario unico, specialmente al tramonto. E pensando ai tramonti indimenticabili, non posso non ricordare con nostalgia Oia o il faro di Akrotiri. I giorni trascorsi sull’isola sono letteralmente volati. Il giorno della partenza è arrivato e la malinconia di lasciare Santorini si è fatta sentire. Una volta tornati a casa abbiamo passato giorni a scorrere le fotografie una dopo l’altra, talvolta emozionandoci. Spero che questo breve racconto vi sia piaciuto e colgo l’occasione per invitarvi a raccontare nei commenti la vostra esperienza di viaggio a Santorini o in un’altra meravigliosa isola greca!

    We were looking for a romantic trip, one that stays in your heart forever. The choice fell on the beautiful Santorini. I won’t hide the fact that expectations were high: we had seen hundreds of photos of the island. All glossy representations. The impression was of a postcard-perfect place: the blue of the sea embracing white houses and structures overlooking breathtaking views. We opted for a fabulous hotel with a Caldera view: the Aeifos Boutique Hotel in Imerovigli. From the airport to the hotel, I lingered on the landscape: far from the image of a picture-postcard island, but still splendid. At times uncontaminated and wild. When we arrived at the hotel, the staff welcomed us exclaiming with joy “welcome to paradise!”. Nothing could be truer. They take us to our room: the space is large and everything is extremely well cared for. The terrace with a view has a jacuzzi and the view of the Caldera is nothing short of unique. We feel catapulted into a dream. The desire to explore the island is great. We decide to take a rented quad bike and venture out aimlessly. The feeling is chilling: the landscapes we admire, the sun and the wind on our faces make us feel a wonderful sense of adventure and freedom. We return to the hotel late in the evening, and find some chocolates brought by the staff; something we will find out they will take care of every day. We open a bottle of a fine local wine and soak in the hot tub. The atmosphere is fabulous. The following days we get used to this “dream routine”: exploring the island, enjoying unforgettable sunsets, relaxing in the hotel and enjoying the restaurants with a view. How can we forget the pleasure of enjoying good food, sipping wine in front of breathtaking views? Two places in particular have literally conquered me: “Fly Away Creative Restaurant & Bar” and “Santoro“. Both restaurants, located in Imerovigli, offer a unique scenery, especially at sunset. And thinking of unforgettable sunsets, I can’t help but remember with nostalgia Oia or the lighthouse of Akrotiri. The days spent on the island have literally flown by. The day of departure has arrived and the melancholy of leaving Santorini has been felt. Once back home we spent days scrolling through the photographs one after the other, sometimes moving us. I hope you enjoyed this short story and I take this opportunity to invite you to tell in the comments your travel experience in Santorini or another wonderful Greek island!

  • Da non perdere tra Padova e Vicenza

    Da non perdere tra Padova e Vicenza

    Meraviglie di arte tra Padova e Vicenza

    Sono follemente innamorata delle città d’arte. Così una settimana fa sono partita alla scoperta di Padova e Vicenza.

    Ero già stata a Padova in passato, ma non ero riuscita a visitare uno dei capolavori assoluti della città: la Cappella degli Scrovegni, con al suo interno il meraviglioso ciclo di affreschi di Giotto. Dopo aver trascorso la mattinata a girovagare per le strade del centro, è arrivato il momento tanto atteso.

    Situata in Piazza Eremitani, la Cappella degli Scrovegni conserva un tesoro di inestimabile valore: il ciclo di affreschi realizzati da Giotto tra il 1303 e il 1305. È infatti nel 1300 che Enrico Scrovegni, banchiere padovano, acquista l’area dell’antica Arena romana, costruendoci un imponente palazzo, collegato a una cappella destinata a oratorio privato e a monumento sepolcrale della sua famiglia. Affida le decorazioni a due maestri dell’epoca: Giovanni Pisano, che scolpisce la Madonna con il Bambino e due angeli, e Giotto, che esegue gli affreschi. È con questo capolavoro che il pittore rivoluziona il linguaggio della pittura: umanizzando il divino e dando risalto ai sentimenti nei volti e nei gesti. Inoltre inserisce la prospettiva e utilizza i color attribuendogli valori simbolici. Non ci sono parole per descrivere quanto sia emozionante vedere dal vivo un luogo così intriso di arte e spiritualità. Vale indubbiamente la pena soffermarsi su ogni singolo angolo. Dopo la visita alla Cappella degli Scrovegni, ho proseguito la mia giornata all’insegna dell’arte al Museo Civico degIi Eremitani.

    Ho concluso la mia giornata con una lunga passeggiata per le vie del centro e, ovviamente, un gustoso aperitivo a base di “cicchetti”. Il giorno seguente, prima di andare alla stazione in direzione Vicenza, mi sono concessa una colazione da favola alla pasticceria Biasetto. Si tratta di una vera e propria boutique dall’aspetto elegante e raffinato. Tutto è curato nei minimi particolari, dall’arredamento ai prodotti sapientemente esposti. E soprattutto, fidatevi: la pasticceria è una vera delizia per il palato! Dopo questa sosta “golosa”, è arrivato il momento di prendere il treno alla scoperta della meravigliosa “città del Palladio”. Decido di acquistare la Card 4 Musei, che consente di vedere 4 siti tra gli 11 del circuito museale. La mia scelta è ricaduta sul Teatro Olimpico, il Museo Civico di Palazzo Chiericati, la Chiesa di Santa Corona e la Basilica Palladiana. Il Teatro Olimpico è un esempio straordinario della creatività di Andrea Palladio, dove sculture e giochi prospettici caratterizzano l’ambiente. Palladio prepara il disegno pochi mesi prima della sua morte e non ne vedrà la realizzazione; il figlio Silla che ne cura l’esecuzione e il teatro viene inaugurato il 3 marzo 1585. 

    Padova – Capella Degli Scrovegni, interno
    Vicenza – Dettaglio del Teatro Olimpico

    I am madly in love with art cities. So a week ago I left to discover Padua and Vicenza. I had already been to Padua in the past, but I hadn’t managed to visit one of the city’s absolute masterpieces: the Scrovegni Chapel, with its wonderful cycle of frescoes by Giotto inside. After spending the morning wandering the streets of the center, the long-awaited moment arrived. Located in Piazza Eremitani, the Scrovegni Chapel preserves a treasure of inestimable value: the cycle of frescoes painted by Giotto between 1303 and 1305. It is in fact in 1300 that Enrico Scrovegni, a Paduan banker, bought the area of the ancient Roman Arena, building an imposing palace, connected to a chapel destined to be a private oratory and a sepulchral monument for his family. He entrusted the decorations to two masters of the time: Giovanni Pisano, who sculpted the Madonna with Child and two angels, and Giotto, who painted the frescoes. It is with this masterpiece that the painter revolutionized the language of painting: humanizing the divine and emphasizing the feelings in faces and gestures. It also inserts the perspective and uses the colors attributing them symbolic values. There are no words to describe how exciting it is to see live a place so steeped in art and spirituality. It is undoubtedly worth lingering over every single corner. After visiting the Scrovegni Chapel, I continued my day of art at the Museo Civico degIi Eremitani.

    I ended my day with a long walk through the streets of the center and, of course, a tasty aperitif based on “cicchetti”. The following day, before heading to the train station in the direction of Vicenza, I treated myself to a fabulous breakfast at Pasticceria Biasetto. This is a real boutique with an elegant and refined look. Everything is taken care of down to the smallest detail, from the furnishings to the expertly displayed products. And above all, trust me: the pastry shop is a real delight for the palate! After this “greedy” stop, it was time to take the train to discover the wonderful “city of Palladio”. I decided to purchase the Card 4 Musei, which allows you to see 4 of the 11 sites in the museum circuit. My choice fell on the Teatro Olimpico, the Civic Museum of Palazzo Chiericati, the Church of Santa Corona and the Basilica Palladiana. The Teatro Olimpico is an extraordinary example of Andrea Palladio’s creativity, where sculptures and perspective games characterize the environment. Palladio prepared the design a few months before his death and did not see its realization; his son Silla took care of the execution and the theater was inaugurated on March 3, 1585.

  • Resort Terme di Saturnia: puro relax

    Resort Terme di Saturnia: puro relax

    Lo scorso weekend mi sono concessa un meraviglioso soggiorno presso il Resort Terme di Saturnia. Questa struttura a cinque stalle nasce intorno alla famosa Sorgente Termale, conosciuta fin dall’antichità; basti pensare che gli etruschi attribuivano alle sue acque una caratteristica di sacralità e i romani vi si immergevano giovandosi delle sue proprietà benefiche.

    La strada per raggiungere l’hotel è circondata dal verde e il paesaggio tipicamente toscano, con una campagna da cartolina.

    La struttura possiede anche un vasto campo da golf, con certificazione GEO.

    Una volta arrivati, ci precipitiamo in camera e diamo un’occhiata ai trattamenti a disposizione: massaggi e rituali, trattamenti viso e corpo, cure termali e beauty services. C’è l’imbarazzo della scelta ma optiamo per un massaggio totale. Che dire? Puro relax. La SPA è accogliente e curata e il servizio è ottimo.

    Decidiamo poi di trascorrere il resto il tempo fuori, godendoci la giornata di sole. L’hotel dispone di un’ampia vasca termale e vasche idromassaggio alle quali possono accedere solo gli ospiti; a differenza del restante spazio termale, che è aperto anche ai clienti esterni. Questo garantisce un’esperienza del tutto diversa, in un ambiente di calma e tranquillità.

    Il soggiorno prosegue nel migliore dei modi, tra i benefici dell’acqua, i deliziosi estratti a base di frutta fresca e un piacevole riposo.

    Il giorno seguente ci aspetta una colazione davvero deliziosa: c’è una vasta scelta di dolce e salato ed è tutto squisito.

    Purtroppo è giunto il momento ti ripartire. Non ci sono parole per descrivere quanto un luogo del genere possa ristorare il corpo e la mente. Un’esperienza davvero meravigliosa che non vediamo l’ora di rifare!

    Last weekend I treated myself to a wonderful stay at the Terme di Saturnia Resort. This five-stall hotel was created around the famous Hot Spring, known since ancient times; suffice it to say that the Etruscans attributed to its waters a characteristic of sacredness and the Romans bathed in it, taking advantage of its beneficial properties.

    The road to the hotel is surrounded by greenery and the typical Tuscan landscape with postcard-perfect countryside.

    The facility also has an extensive golf course, with GEO certification.

    Once we arrive, we go to our room and take a look at the treatments available: massages and rituals, facials and body treatments, spa treatments and beauty services. We are spoiled for choice but opt for a total massage. What to say. Pure relaxation. The SPA is cozy and well-kept and the service is great.

    We then decide to spend the rest of the time outside, enjoying the sunny day. The hotel has a large spa and hot tubs that only guests can access; unlike the remaining spa space, which is also open to outside guests. This ensures an entirely different experience in an environment of calm and tranquility.

    The stay continues in the best possible way, between the benefits of water, delicious fresh fruit extracts and a pleasant rest.

    The next day we have a really delicious breakfast: there is a wide selection of sweet and savory and everything is delicious.

    Unfortunately, the time has come for you to leave again. There are no words to describe how much a place like this can restore the body and mind. A truly wonderful experience that we can’t wait to do again!

  • Basilicata da fotografare

    Basilicata da fotografare

    Cosa fotografare in Basilicata?

    Paesi scavati nelle rocce, vegetazione rigogliosa e scorci marini.

    Villages carved into the rocks, lush vegetation and marine views.

    1. I borghi / The villages:
      • Acerenza
      • Castelmezzano
      • Craco
      • Pietrapertosa
      • Valsinni
      • Venosa
    1. Le città / The cities:
      • Matera
      • Pisticci

    Quando si pensa alla Basilicata, non si può fare a meno di immaginarsi per le strade della famosa Matera: l’antica “città dei sassi”. Le abitazioni ricavate dalla grotta, le chiese rupestri e gli antichi palazzi sembrano fondersi in perfetta armonia con il paesaggio circostante. All’imbrunire il panorama è magico: l’illuminazione delle strade e degli edifici, creando un gioco di luci e ombre, conferisce alla città un’atmosfera surreale. Non è un caso che Matera sia uno dei luoghi più ambiti quando si parla di fotografia.

    E a circa un’ora da Matera, si trova Craco, affascinante paese abbandonato arroccato su una collina e circondato dai calanchi.

    When you think of Basilicata, you can’t help but imagine yourself on the streets of the famous Matera: the ancient “city of stones”. The cave dwellings, the rock churches and the ancient buildings seem to blend in perfect harmony with the surrounding landscape. At dusk the view is magical: the lighting of the streets and buildings, creating a play of light and shadow, gives the city a surreal atmosphere. It is no coincidence that Matera is one of the most sought-after places when it comes to photography.

    And about an hour from Matera, there is Craco, a fascinating abandoned town perched on a hill and surrounded by gullies.

    1. Parchi Regionali e Nazionali / Regional and National parks:
      • Parco Nazionale del Pollino
      • Parco Nazionale Appennino Lucano Val D’agri Lagonegrese
      • Parco Regionale di Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane
      • Parco della Murgia Materana

    Tra sud della Basilicata e il nord della Calabria si estende un’area verde vastissima, che costituisce uno degli luoghi più interessanti del nostro paese: il Parco Nazionale del Pollino. Il parco è un esempio unico di biodiversità. Al suo interno convivono un gran numero di specie animali e vegetali. Simbolo del parco è il pino loricato, e al suo interno ne sono presenti numerosi e antichissimi esemplari. I fotoamatori interessati all’avifauna potrebbero avere l’incredibile opportunità di imbattersi in numerose specie, tra cui la coturnice, l’aquila reale, il nibbio reale, il falco pellegrino e, i rari picchio nero e grande gufo reale. Il parco rappresenta l’habitat ideale per numerose specie di mammiferi, tra questi il lupo, il gatto selvatico, la martora, la lontra, il capriolo, lo scoiattolo meridionale, l’istrice, la lepre europea e la lepre appenninica. Non a caso il Parco Nazionale del Pollino resta uno dei luoghi prediletti dei fotografi naturalisti.

    Between the south of Basilicata and the north of Calabria extends a vast green area, which is one of the most interesting places in our country: the Pollino National Park. The park is a unique example of biodiversity. A large number of animal and plant species live together inside it. The symbol of the park is the loricate pine, and within it there are many ancient specimens. Photo amateurs interested in avifauna, may have the incredible opportunity to come across numerous species, including the partridge, golden eagle, red kite, peregrine falcon and, the rare black woodpecker and great eagle owl. The park is the ideal habitat for many species of mammals, including the wolf, the wild cat, the marten, the otter, the roe deer, the southern squirrel, the porcupine, the European hare and the Apennine hare. It is no coincidence that the Pollino National Park remains one of the favorite places of naturalist photographers.

    1. Le spiagge di Maratea

    Infine, un ultimo luogo che non può mancare in tour fotografico in questa regione, dirigendosi verso la costa, troviamo Maratea. Lungo lo splendido litorale, si alternano incantevoli calette, grotte e faraglioni che regalano un paesaggio incantevole da immortalare.

    One last place that cannot be missed on a photographic tour of this region, heading toward the coast, we find Maratea. Along the beautiful coastline, enchanting coves, caves and stacks alternate, providing an enchanting landscape to be immortalized.

  • La street art a Civitacampomarano

    La street art a Civitacampomarano

    Da quando la street artist Alice Pasquini, classe 1980, ha portato la sua creatività a Civitacampomarano, il borgo si è trasformato in un museo di arte a cielo aperto

    Ma facciamo un passo indietro. 

    Civitacampomarano è un suggestivo borgo del Molise, immerso in un’area verdissima. Chi lo visita non può che rimanerne affascinato. Sfortunatamente negli anni ha conosciuto un fortissimo spopolamento, complice la sua lontananza dai principali centri economici. Man mano le case sono rimaste disabitate e nel borgo sono rimaste poco più di quattrocento anime. 

    È così che AliCè, come ama firmare le sue opere, è stata contattata dalla Proloco Vincenzo Cuoco: portare i suoi colori a Civitacampomarano e ridare un nuovo volto al paese. Nasce così, a partire dal 2016, l’ambizioso progetto Cvtà Street Fest: artisti provenienti da tutto il mondo animano il borgo con la loro arte impressa sui muri. 

    Since street artist Alice Pasquini, class of 1980, brought her creativity to Civitacampomarano, the village has been transformed into an open-air art museum

    But let’s take a step back. 

    Civitacampomarano is a charming village in Molise, surrounded by lush greenery. Those who visit it cannot help but be fascinated by it. Unfortunately, over the years it has experienced a very strong depopulation, complicit in its remoteness from the main economic centers. Gradually the houses have become uninhabited and there are little more than four hundred souls left in the village. 

    This is how AliCè, as she likes to sign her works, was contacted by Proloco Vincenzo Cuoco: to bring her colors to Civitacampomarano and give the village a new face. This is how, starting in 2016, the ambitious Cvtà Street Fest project was born: artists from all over the world animate the village with their art imprinted on the walls. 

    Ho colto l’occasione di un viaggio in giro per il Molise per visitare il borgo e scattare qualche foto. Inutile dirvi il mio stupore nel vedere pezzi di arte disseminati ovunque. A breve, dal 23 al 26 giugno, ci sarà la settima edizione del Cvtà Street Fest! Chi di voi avrà il piacere di andarci?

    I took the opportunity of a trip around Molise to visit the village and take some photos. Needless to say, my amazement at seeing pieces of art scattered everywhere. Coming up soon, from June 23 to 26, is the seventh edition of Cvtà Street Fest! Which of you will have the pleasure of going?

    Vi lascio i nomi degli artisti che hanno partecipato nelle precedenti edizioni:

    I leave you with the names of the artists who participated in previous editions:

    2501

    Add Fuel

    Alex Senna

    Alice Pasquini

    Alberonero

    Biancoshock

    Bosoletti

    BRUS

    Cristian Blanxer

    David de la Mano

    Gola Hundun 

    Hitnes

    ICKS

    Jan Vormann

    Maria Pia Picozza

    Martin Whatson 

    Milu Correch

    MP5

    Nespoon

    Pablo S. Herrero

    StudioAIRA

    Thiago Mazza

    UNO 

    Victor García Repo

  • Ferdinando Scianna a Palazzo Reale

    Ferdinando Scianna a Palazzo Reale

    Come potevo perdermi la mostra di uno dei pilastri della fotografia italiana? Le opere di Ferdinando Scianna sono esposte a Milano, tra le sale di Palazzo Reale. Uno dei grandi della fotografia italiana, entrato nella celebre agenzia Magnum Photos nel 1982 accanto ad altri maestri assoluti.

    Scianna non ha certo bisogno di presentazioni: le sue fotografie sono ben impresse nella mente di chiunque abbia partecipato a una sua mostra o sfogliato un suo libro fotografico.

    La mostra non poteva che iniziare con gli scatti nella sua Sicilia. Nato a Bagheria nel 1943, incontra nel ’63 lo scrittore Leonardo Sciascia, con il quale pubblica il libro “Feste religiose in Sicilia”. Ed è uno dei primi temi che fanno da collante per le prime immagini esposte. Una delle più emozionanti e memorabili rimane “Trecastagni” del 1963, scattata durante la festa di S. Alfio. È riportata in questa sala un’interessante riflessione del fotografo riferita alla sua terra: “ho cominciato a fotografare intorno ai diciassette anni e la Sicilia era là. Ho cominciato a fotografare perché la Sicilia era là. Per capirla e, attraverso le fotografie, per cercare di capire forse che cosa significa essere siciliano”.

    Trecastagni, 1993

    La mostra si fa più cupa quando si passa a tematiche molto crude: Scianna ci mostra un altro mondo. Attraversando paesi, ci coinvolge negli eventi e se ne fa portavoce; cattura la nostra attenzione con la sua abilità nel valorizzare le emozioni tramite i volti e gli sguardi. Ci “sveglia” ricordandoci cosa è successo e continua a succedere dall’altra parte del Mondo. Scuote le coscienze. I suoi scatti sono un grido all’ascolto di molte realtà drammatiche, talvolta ignorate.

    Pervasi da un senso di turbamento e agitazione, si prosegue la mostra che continua con la sezione “ritratti”. E anche qui vale la pena di riportare una citazione del fotografo che afferma “fermare il tempo, non fosse che per un istante”. Ed è con la sua eccezionale maestria, che rende “eterni” nelle sue fotografie i suoi soggetti. In questo caso, soggetti tutt’altro che “comuni”. Si passa infatti da Henri Cartier-Bresson immortalato nel 1986, a Roland Barthes in uno scatto del 1977, per arrivare niente meno che a un ritratto di Martin Scorsese del 1990. Non mancano ovviamente le immagini che vedono protagonista Sciascia.

    Henri Cartier-Bresson,1986
    Martin Scorsese, 1990
    Roland Barthes, 1977

    Nelle sale successive vi sono fotografie legate ai viaggi intrapresi da Scianna. 

    “Fotografo è per me uno che usando lo strumento della fotografia guarda il mondo, lo incontra, e cerca di vederlo e raccontarlo”. 

    La mostra si conclude con le bellissime foto scattate alla sua musa Marpessa nella sua meravigliosa Sicilia. 

    Marpessa

    How could I miss the exhibition of the great Italian photographer Ferdinando Scianna? His works are exhibited in Milan, among the rooms of the Royal Palace. One of the greats of Italian photography, he joined the famous Magnum Photos agency in 1982 alongside other absolute masters.

    Scianna certainly needs no introduction: his photographs are well etched in the minds of anyone who has attended one of his exhibitions or browsed through one of his photography books.

    The exhibition could only begin with shots in his native Sicily. Born in Bagheria in 1943, he met writer Leonardo Sciascia in ’63, with whom he published the book “Religious Feasts in Sicily.” And it is one of the first themes that act as the glue for the first images exhibited. One of the most exciting and memorable remains “Trecastagni” from 1963, taken during the feast of St. Alfio. An interesting reflection by the photographer referring to his land is shown in this room: “I began to photograph around the age of seventeen and Sicily was there. I began to photograph because Sicily was there. To understand it and, through photographs, to try to understand perhaps what it means to be Sicilian.”

    The exhibition becomes more somber when we turn to very cruel themes-Scianna shows us another world. As he travels through countries, he involves us in the events and becomes their spokesman; he captures our attention with his ability to enhance emotions through faces and looks. He “wakes us up” by reminding us what has happened and continues to happen on the other side of the World. He shakes our consciences. Her shots are a cry to listen to many dramatic realities, sometimes ignored.

    Pervaded by a sense of disturbance and agitation, we continue the exhibition, which continues with the “portraits” section. And here, too, it is worth quoting a quote from the photographer who states “stopping time, if only for an instant.” And it is with his exceptional mastery that he makes his subjects “eternal” in his photographs. In this case, subjects that are anything but “common.” Indeed, we go from Henri Cartier-Bresson immortalized in 1986, to Roland Barthes in a 1977 shot, to no less than a 1990 portrait of Martin Scorsese. There is, of course, no shortage of images featuring Sciascia.

    In the following rooms are photographs related to travels undertaken by Scianna. 

    “Photographer is for me one who using the tool of photography looks at the world, encounters it, and tries to see and tell about it.” 

    The exhibition concludes with beautiful photos taken of his muse Marpessa in his beautiful Sicily. 

  • Arte astratta a Villa Olmo

    Arte astratta a Villa Olmo

    Donne e astrazione in Italia 1930 – 2000

    Passeggiavo lungo il Lago di Como, tra gli alberi in fiore e i graziosi cigni che nuotano nelle sue acque. Avevo letto di un’ interessante mostra, dal titolo “Donne e astrazione in Italia 1930 – 2000”, che si teneva nella straordinaria location di Villa Olmo. Volevo visitarla, spinta dalla mia passione per l’arte astratta. Non avevo mai avuto l’occasione di vedere la villa dal vivo. Una volta raggiunta, mi ritrovo davanti una delle più eleganti ville che avessi mai visto. Nella parte antistante, si trovano la fontana dello scultore Oldofredi, il bellissimo parterre e i due olmi ai lati. Il panorama è indescrivibile. Sarei stata ore a godermi quella giornata di sole nei giardini della villa, ma la visita non poteva attendere.

    La mostra, visitabile fino al 29 maggio, tratta delle opere di 39 protagoniste dell’arte astratta italiana tra gli anni Trenta e la fine del Novecento.

    Lo spazio delle prime tre sale  è dedicato ad alcune artiste di origine comasca o che hanno frequentato assiduamente la città nel corso della loro vita. Tra queste ritroviamo Carla Badiali, Cordelia Cattaneo, Giannina Censi, Bice Lazzari, Regina e Carla Prina.

    I was strolling along Lake Como, among the flowering trees and graceful swans swimming in its waters. I had read about an ‘interesting exhibition, entitled “Women and Abstraction in Italy 1930 – 2000“, which was being held in the extraordinary location of Villa Olmo. I wanted to visit it, driven by my passion for abstract art. I had never had the opportunity to see the villa live. Once I reached it, I found myself in front of one of the most elegant villas I had ever seen. In the front part, there is the sculptor Oldofredi’s fountain, the beautiful parterre and the two elms on either side. The view is indescribable. I would have spent hours enjoying that sunny day in the gardens of the villa, but the visit could not wait.

    Panorama da Villa Olmo, Lago di Como

    The exhibition, open until May 29, deals with the works of 39 leading figures in Italian abstract art between the 1930s and the end of the 20th century.

    The space of the first three rooms is dedicated to a number of female artists of Como origin or who assiduously frequented the city during their lives. Among them we find Carla Badiali, Cordelia Cattaneo, Giannina Censi, Bice Lazzari, Regina and Carla Prina.

    Composizione in Rosa n. 152, Carla Badiali
    Composizione di piani, Carla Badiali
    Carla Prina

    Si prosegue con la sezione “Segno/scrittura” con Carla Accardi, Irma Blank e Betty Danon.

    The exhibition continues with the “Sign/Writing” section featuring Carla Accardi, Irma Blank and Betty Danon.

    Opera dal titolo Pianeta di Carla Accardi
    Pianeta, Carla Accardi
    Frammenti, Carla Accardi

    Nello spazio intitolato “Geometrie” sono invece esposte le opere di Nathalie du Pasquier, Chung Eun-Mo, Fernanda Fedi, Tilde Poli, Carol Roma e Fausta Squatriti.

    The halls focused on the theme “Geometries” feature the works of Nathalie du Pasquier, Chung Eun-Mo, Fernanda Fedi, Tilde Poli, Carol Roma and Fausta Squatriti.

    Composizione, Carol Roma
    Chung Eun-Mo
    Composizione, Tilde Poli

    Nella sezione “Materia” è possibile ammirare le opere di Luisa Albertini, Marion Baruch, Renata Boero, Gabriella Benedini e Mirella Saluzzo.

    The “Matter” section features works by Luisa Albertini, Marion Baruch, Renata Boero, Gabriella Benedini and Mirella Saluzzo.

    Sala con opere esposte di Mirella Saluzzo e Marion Baruch

    Nella sala successiva “Meditazione/Concetto” si trovano i lavori di Mirella Bentivoglio, Alessandra Bonelli, Franca Ghitti, Maria Lai, Luisa Lambri, Claudia Peill e Lucia Pescador.

    In the next room “Meditation/Concept” are the works of Mirella Bentivoglio, Alessandra Bonelli, Franca Ghitti, Maria Lai, Luisa Lambri, Claudia Peill and Lucia Pescador.

    “Tutto nasce dalla pietra, anche l’astrattismo”, Mirella Bentivoglio
    Sala dedicata al tema “Meditazione/Concetto”
    Senza titolo, Luisa Lambri

    Si continua con “Corpo/Azione/Re-azione” Carmengloria e Maria Morganti.

    It continues with “Body/Action/Re-action” Carmengloria and Maria Morganti.

    Carmengloria Morales

    Infine troviamo “Spazio/Luce”, dove è possibile vedere le opere di Alice Cattaneo, Sonia Costantini, Dadamaino, Paola Di Bello, Elisabetta Di Maggio, Lia Drei, Nataly Maier, Eva Sørensen, Grazia Varisco e Nanda Vigo.

    Lastly we find “Space/Light,” where it is possible to see works by Alice Cattaneo, Sonia Costantini, Dadamaino, Paola Di Bello, Elisabetta Di Maggio, Lia Drei, Nataly Maier, Eva Sørensen, Grazia Varisco and Nanda Vigo.

    Sala espositiva dedicata al tema “Spazio/Luce”

    Concludo questa immersione nell’arte astratta, tutta al femmile, con un parere personale sulla mostra: per me è stata un’ esperienza unica. Poter osservare opere così interessanti da vicino, ciascuna con la sua tematica che prende forma servendosi di svariati materiali e strumenti, è un vero inno all’arte. Il percorso si traduce in un vero e proprio racconto offrendo una straordinaria, seppur fugace, panoramica sulle artiste scelte.

    After this all-female immersion in abstract art, I would like to give you my opinion about it: for me it was a unique experience. Being able to observe such interesting works up close, each with its own theme taking shape by making use of a variety of materials and tools, is a true hymn to art. The itinerary translates into a true narrative by offering an extraordinary, if fleeting, overview of the chosen women artists.